martedì 27 marzo 2018

Harry Potter mon amour...

Ecco “un libro” (perché così lo si deve leggere) di cui non avrei voluto parlare. Perché? Come fai a definirlo, ad inquadrarlo in poche righe? Tanti gli aspetti che emergono dalle pagine della Rowling...tante le chiavi di lettura, gli spunti di riflessione umana e letteraria. Lo sto rileggendo tutto d’un fiato, a distanza di decenni. All’inizio l’ho ripreso per gioco, per far conoscere ai miei figli il personaggio... E’ andata a finire che me li sto divorando tutti. Non so, sarà che alla sua prima uscita leggevi un romanzo all’anno, sarà che la novità ti travolgeva, sarà che, finito di leggere il libro, vedevi subito il film, oggi invece lo sto leggendo con occhi diversi. Ovviamente non mi perdo su tutte le citazioni letterarie che l’autrice vi ha intessuto, sarebbero tantissime e c’é ormai una vastissima letteratura a proposito. Vorrei piuttosto soffermarmi su quello che oggi mi racconta il romanzo. 
Mi racconta di un mondo della scuola dove ogni insegnante viene rappresentato nelle sue caratteristiche buffe, tragiche, divertenti. La galleria è molto ampia e ricca e quasi quasi in alcuni aspetti non puoi esimerti dal confronto coi tuoi colleghi. E poi Silente, il preside che non si vede mai ma che è sempre presente. Saranno forse i poteri magici ma non è solo questo, Silente osserva, accompagna, si preoccupa dei propri docenti, della loro storia personale, al di là di pregiudizi o passati poco chiari. Vede i suoi insegnanti per quello che sono e li difende e li rispetta. Qualcosa gli sfugge, non è onnipotente, ma guarda il buono dei suoi professori e gli cammina a fianco. Adoro Silente e quanto vorrei il suo Pensatoio dove svuotare la mente per comprendere meglio i propri pensieri.
Molto forte è anche l’importanza che riveste la famiglia, i Wea
sly, numerosa ed eccentrica famiglia di maghi, molto variegata, povera ma ricca dell’amore che scorre tra i suoi componenti. E la famiglia di Harry, dove la morte non segna inevitabilmente la rottura tra i due mondi. Nei momenti più difficili  Lily e James sono lì, ad aiutare Harry, a continuare a proteggerlo da Voldemort. A proposito, Voldemort. Rifletto spesso sul fatto che nei cartoni animati odierni il male è scomparso. Anche i cattivi delle fiabe tradizionali diventano un po’ meno cattivi, quasi simpatici. E no. I bambini hanno diritto a sapere, nella maniera adeguata certamente, che il male esiste, è forte e, anche se giovani, bisogna imparare a difendersi. Voldemort esiste, uccide veramente e le lotte tra lui ed Harry sono terribili. È molto importante questo elemento. Una delle cose che mi piace di più è che spesso nei combattimenti contro Voldemort Harry non vince grazie alla magia, bensì grazie alla protezione dei suoi genitori, degli amici dei suoi genitori, dei suoi amici, Ron ed Hermione. È molto bella questa trovata. 
E infine Ron, Ermione ed Harry. Un legame indissolubile, le stesse problematiche scolastiche, sentimentali di tutti gli adolescenti ma con un compito ed una responsabilità in più, ovvero la lotta contro il male. Ci vuole il cuore puro di un ragazzo per sconfiggerlo. Non tutti i loro compagni sono innocenti, questo vuol dire che loro non sono innocenti di necessità ma per scelta, per la loro volontà. Harry Potter condivide con Voldemort più di quello che vorrebbe, stessa bacchetta, parla come lui il serpentese, stessi pensieri. C’é un legame tra loro, e questo lo disturba, quasi percependolo come una colpa. Ecco allora Silente a rassicurarlo: è la scelta di chi vogliamo essere che ci costituisce, quello che facciamo delle nostre doti ci rende buono o cattivo. La scelta è la nostra identità.
Si potrebbe continuare all’infinito ma mi fermo qui...
Ovviamente tutta la mia invidia, livore, rancore verso la Rowling che ha scritto il libro che io avrei sempre voluto scrivere!!! Au revoir!

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